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via Europa n. 2
20881 Bernareggio (MB)
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cod. Istituto MIIC8B100C
Infanzia: MIAA8B1019
Villanova: MIEE8B102G
Aicurzio: MIEE8B103L
Oberdan: MIEE8B101E
Sec. I gr.: MIMM8B101D

Statistiche: Statistiche
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Indice Progetti
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Secondaria 1° grado
Ambiente
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Partecipativo.
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Scienze U18
Madrelingua

Progetto Educazione Ambientale

a.s. 2006/07

progetto
Ambiente e
Sviluppo Sostenibile

Dobbiamo inscrivere in noi una coscienza ecologica.
Il conoscere il nostro legame consustanziale con la biosfera
ci porta ad abbandonare il sogno prometeico
del dominio dell'universo per alimentare,
al contrario,
l'aspirazione alla convivialità sulla Terra.

Edgar Morin

premessa

L’accelerazione intensa e non sempre prevedibile dei mutamenti politici, ideologici, economici, culturali e ambientali della nostra epoca, i limiti dello sviluppo sono il quadro di riferimento entro cui si muove l’educazione ambientale. La consapevolezza che l’ambiente non può essere considerato uno spazio illimitato e che le risorse del pianeta non sono infinite fa nascere una serie di risposte tra cui anche quella di tipo educativo.

L’investimento di energie sull’educazione ambientale è allora una delle possibili vie che si possono intraprendere per comprendere la complessità del reale e prendere coscienza della necessità di modificare la relazione uomo-natura, passando da una visione del mondo che vede l’uomo dominante sulla natura a una visione che vede il futuro dell’uomo come parte inseparabile del futuro della natura.

Sono riflessioni che delineano nuove finalità formative, che favoriscano la percezione, l’analisi e la comprensione dei cambiamenti, al fine di diventare cittadini consapevoli e responsabili nei confronti di sé, dell’ambiente e della comunità intesa non solo come società di appartenenza, ma anche come pianeta.

Un progetto di scuola che:

  • sta crescendo nel riconoscimento dell’importanza di esplorare il rapporto fra le tematiche educative della crescita e dello sviluppo della autonomia dei soggetti, dentro una visione “ecosistemica” che sottolinea l’interazione fra processi/percorsi soggettivi e sollecitazioni che provengono dall’ambiente naturale, sociale, culturale attraverso procedure motivanti, attive, concrete;
  • intende l’ambiente come habitat di vita, dato da una pluralità di elementi in interazione e dall’intrecciarsi di elementi naturalistici, culturali, antropologici esplorabili dai ragazzi;
  • crede che si possano realizzare e facilitare esperienze che aiutino i ragazzi a conoscere il territorio come spazio di vita naturale e sociale;
  • pensa l’educazione Ambientale e lo Sviluppo Sostenibile come selettori dei temi di studio e organizzatori del lavoro intorno a problemi che suscitano la motivazione dei ragazzi, invitano al pensiero complesso offrendo concetti, modelli di spiegazione, strumenti di lavoro;
  • sceglie una didattica attiva, che vede nell’ambiente circostante una fonte di informazione e uno stimolo a superare la passività;
  • appronta interventi didattici che cerchino di coniugare opportunità di conoscenza, di sapere, di apprendimento/insegnamento con quelli della soddisfazione motivazionale;
  • individua, nell’ambito della flessibilità oraria/Autonomia, lo spazio Area Progetto (abbinamento del curricolo di geografia e scienze) come momento laboratoriale e interdisciplinare per la elaborazione di percorsi coerenti.

finalità educative

Il progetto fa ferimento ai contenuti etici dell’Educazione Ambientale, non ridotta a semplice studio dell’ambiente naturale, ma come azione che promuove cambiamenti negli atteggiamenti e nei comportamenti sia a livello individuale che collettivo. Concetti e conoscenze, non sono nozioni fine a se stessi e la scelta dei metodi e degli strumenti vuole promuovere processi intenzionali di cambiamento attraverso l’azione.

Queste riflessioni sono presenti nei documenti ministeriali

  • Circolare 149/1996 del Ministero della Pubblica Istruzione
  • Carta dei Principi di Fiuggi del 1997, http://www.bdp.it/ambiente/opener/opener2.html

essi prevedono l’inserimento dell’Educazione Ambientale nelle attività didattiche; ad essi ci riferiamo nell’individuazione di finalità e valori:

  • Sviluppare atteggiamenti, comportamenti, valori, conoscenze e abilità indispensabili per vivere in un mondo interdipendente

Questo comporta

  • Acquisire la capacità di pensare per relazioni per comprendere la natura sistemica del mondo
  • Riconoscere criticamente la diversità nelle forme in cui si manifesta come un valore e una risorsa da proteggere (biodiversità, diversità culturale …)
  • Divenire consapevoli che le scelte e le azioni individuali e collettive comportano
    conseguenze non solo sul presente ma anche sul futuro e assumere comportamenti coerenti, cioè individuare e sperimentare strategie per un vivere sostenibile
  • Favorire lo sviluppo di qualità personali quali l’autonomia, il senso di responsabilità / spirito di iniziativa, la collaborazione/solidarietà.
    All’autonomia è riconducibile la consapevolezza da parte degli studenti delle valenze del progetto in cui sono impegnati, la loro capacità di influire su di esso con nuove
    proposte, di portarlo avanti con compiti liberamente assunti;
    al senso di responsabilità/spirito di iniziativa viene ricondotta la capacità di elaborare
    progetti, di porsi e risolvere problemi, di affrontare l’imprevisto, di proporre e
    coordinare iniziative;
    alla collaborazione/solidarietà l’ascolto, il rispetto dei diversi punti di vista, la
    valorizzazione delle differenze, la capacità di lavorare in gruppo.
    L’insieme di queste qualità, complementari tra loro e in reciproca interazione, consente
    alla persona di costruire in modo dinamico una propria relazione con l’ambiente,
    coerente rispetto ad una visione sistemica della realtà e a una maggiore
    consapevolezza degli effetti del proprio agire, due elementi indispensabili per la
    definizione di un rapporto sostenibile con l’ambiente.

 

L’educazione ambientale e il tema della conoscenza

Edgar Morin definisce l’ecologia come "la prima scienza nuova, che riesce ad affrontare il problema delle relazioni tra la vita e la morte, tra scienza e coscienza, tra umanità e natura, al di là del pensiero semplificatore che, per lungo tempo, ci ha celato questioni vitali.."

Occuparsi dunque di relazioni uomo-ambiente significa occuparsi di oggetti complessi, ognuno dei quali è parte di sistemi, di reti di relazioni che non sono facilmente comprensibili e descrivibili se considerati come singoli elementi, ne interpretabili attraverso punti di vista univoci, ma piuttosto attraverso la comunicazione fra saperi diversi.

Tutto ciò comporta di addentrarsi in territori che rimandano fortemente ai temi della complessità, del rapporto natura-cultura, della costruzione di modelli di spiegazione dei fenomeni, di ciò che avviene, ai temi della conoscenza scientifica e dei limiti della stessa.

struttura a rete

 

Per la costruzione di una "cultura ecosistemica" dunque scienza e tecnica da sole non sono sufficienti, serve una didattica transdisciplinare

 

schema di un'esperienza formativa

in un processo di insegnamento-apprendimento che faccia interagire la dimensione socioaffettiva con la dimensione cognitiva.

 

 

Non si tratta dunque di inventare altre materie scolastiche , ma di ripensare la funzione delle discipline utilizzando l’educazione ambientale come risorsa per selezionare in fase di programmazione obiettivi formativi, concetti chiave, temi, problemi.

La relazione tra le discipline e l’educazione ambientale è dunque dialettica nel senso che le prime possono fornire gli strumenti metodologici e concettuali utili per la comprensione del tema-problema, lo svolgimento del quale può a sua volta potenziare e integrare concetti e idee curricolari. Così l’educazione ambientale può stimolare le discipline a confrontarsi e a interagire aiutando i ragazzi a ricomporre i saperi e a vivere l’apprendimento scolastico come strumento per capire la realtà locale e globale.

Il nostro progetto tiene conto di queste riflessioni didattico-pedagogiche, la sperimentazione dei percorsi specifici di classe è affidata alle libere scelte e alla creatività degli insegnanti sperimentatori, la programmazione avviene tra docenti che condividono il desiderio di sperimentare utilizzando come risorse, la loro motivazione, le loro competenze e il territorio e che considerano l’educazione ambientale una spinta per l’innovazione didattica.

aspetti metodologici e organizzativi

metodi

La relazione educativa prevede la partecipazione attiva da parte dei soggetti coinvolti (ragazzi, insegnanti, adulti) in una dimensione di collaborazione e secondo le modalità della ricerca insieme e della ricerca-azione.

Si valorizza un approccio di tipo globale all’ambiente, che ponga attenzione anche alla dimensione percettivo-sensoriale, nell’ambito generale delle diverse qualità cognitive della persona; si favorisce l’utilizzo del territorio come laboratorio didattico in cui trovare stimoli per la ricerca, la riflessione, la sperimentazione, la soluzione di problemi, si prediligono attività che tengano conto dell’importanza di interagire con lo studente per sollecitarlo concretamente ad esprimersi, coinvolgersi, documentarsi, prendere posizione e agire per l’ambiente.

strumenti

Gli strumenti educativi utilizzabili nella sperimentazione del progetto sono vari e diversificati, e cercano di attivare modalità di lavoro dinamiche, operative, che non escludano lezioni frontali o momenti di studio e riflessioni individuale, ma non li considerano gli unici modi possibili per attuare i percorsi. Ci riferiamo in particolare a :

  • la rilevazione delle rappresentazioni mentali dei ragazzi: brainstorming, icebreaker,
    questionario: costituiscono un avvio "caldo" e interattivo per far nascere la motivazione e il coinvolgimento;
  • la ricerca sul campo: entrare nell’ambiente per percepirlo, esplorarlo, raccogliere dati, modificarlo
  • le problematizzazioni, formulazione di ipotesi, ricerca di soluzioni
  • l’individuazione di aspetti positivi e negativi in relazione a un contesto/tema/problema
  • le discussioni, domande aperte
  • i giochi di ruolo e di simulazione
  • le attività artistico-espressive
  • la realizzazione di interviste, questionari, tabulazione dati e loro interpretazione
  • la ricerca di strumenti per comunicare agli altri il prodotto finale (cartelloni, drammatizzazioni, relazioni, multimedia) e anche per suscitare il dibattito sull’adeguatezza di un mezzo comunicativo in relazione al contenuto del messaggio.

fasi organizzative

 

Le proposte e le esperienze delle singole classi sono varie e diversificato il contesto ambientale scelto, comuni sono invece le modalità progettuali-organizzative del percorso:

  • scelta di una problematica ambientale rilevante per il territorio; gli studenti devono riconoscere il problema che affronteranno come un problema a loro vicino, affrontabile con successo;
  • scelta di un ambiente particolare in cui il problema è particolarmente sentito;
  • produzione di un modello dell'ambiente prescelto, individuazione cioè degli elementi fondamentali che costituiscono quell' ambiente e le relazioni tra di essi;
  • correlazione del progetto alle discipline: lo studio di un ambiente particolare richiede conoscenze distribuite tra diverse materie-ambiti disciplinari;
  • progettazione di un prodotto o servizio; immateriale (sviluppo di una nuova percezione d'ambiente) o materiale (realizzazione di ipertesti, mostre, esposizioni verbali...) da utilizzare per divulgare le conoscenze acquisite;
  • pianificazione del lavoro con la definizione delle attività che si svolgeranno, la creazione dei gruppi che le realizzeranno e l'individuazione delle risorse richieste da ogni attività;
  • realizzazione del progetto che procede parallelamente, sia con la valutazione della qualità del processo, sia dell'apprendimento dei ragazzi,
  • produzione di una documentazione accurata durante tutta la vita del progetto .

Con riferimento alle finalità, alla metodologia, ai contenuti e alle abilità sopradescritte, nel corrente anno scolastico vengono attivati i seguenti progetti specifici, laboratori, percorsi. (cfr. la mappa riportata di seguito )

ambiente e sviluppo sostenibile

agenda 21

Progetti, laboratori, percorsi di classe

L’Agenda 21 dei ragazzi

progetto di educazione ambientale sui processi di sostenibilità in ambito scolastico

Il progetto, in collaborazione con la Provincia di Milano - Direzione Progetto Sviluppo e Promozione Educazione Ambientale e con il Creda ha avuto il suo avvio nell’anno scolastico 2001/2002.

Ponendosi come obiettivi

  • di sviluppare conoscenze sulle problematiche relative allo sviluppo sostenibile e ai processi di Agenda 21,
  • di favorire la capacità di espressione, l’emergere di opinioni e progetti in merito alla propria scuola e al proprio territorio di appartenenza
  • di rafforzare il senso di appartenenza verso l’ambiente in cui si studia e si lavora

ha promosso risultati quali:

  • l’attivazione nella scuola di processi partecipati per il miglioramento della sostenibilità nell’ambiente scolastico
  • la stesura di un piano d’azione per la sostenibilitla stesura di un piano d’azione per la sostenibilità "lavoriamo per … una scuola più partecipata, … un miglior utilizzo degli spazi verdi."(maggio-giugno 2002).

Proseguono nel corrente anno scolastico i progetti

  • Giardini nel mondo; e Organismo Partecipativo degli Studenti

Giardini nel mondo

progetto di riqualificazione e cura del giardino della scuola

 Obiettivi

  • Obiettivo principale:
    • riqualificare l’area esterna della scuola
    • Obiettivo specifico:
    • proporre ai ragazzi un modello di progettazione partecipata che li veda coprotagonisti, dalla fase di ideazione a quella di presentazione del prodotto finale
  • Obiettivi educativi
    • stimolare lo sviluppo di un coscienza ambientale, del rispetto e dell’uso consapevole del territorio attraverso un processo di riappropriazione degli spazi
    • approcciarsi ai temi della multiculturalità attraverso tematiche legate alla diversità biologica
  • Obiettivi didattici:
    • conoscere ed utilizzare gli elementi base che sottendono alla progettazione architettonica e manutenzione di un giardino

Destinatari

  • le classi che condividono il progetto
  • gli alunni del laboratorio teatrale (classi prime e seconde)
  • gli alunni del laboratorio ambientale (classiprime e seconde)

Metodologia

  • scelta di una didattica attiva, che vede nell’ambiente circostante una fonte di informazione, uno stimolo a superare la passività, una provocazione a conoscerlo mediante l’esplorazione e la progettazione.
  • partecipazione attiva da parte dei soggetti coinvolti, in una dimensione di collaborazione e secondo le modalità della ricerca insieme e della ricerca-azione.
  • approccio di tipo globale all’ambiente anche con particolare attenzione alla dimensione percettivo-sensoriale, utilizzo dell’ambiente "vicino", del territorio come laboratorio didattico, in cui trovare stimoli per la ricerca, la riflessione, la sperimentazione, la soluzione di problemi.

Il progetto interseca diversi ambiti tematici e si connota per una forte valenza interdisciplinare tra le aree umanistiche, scientifiche e dei linguaggi non verbali:

  • botanica, entomologia
  • disegno tecnico, artistico, manualità
  • storia, geografia
  • narrazione e teatralità

Fasi del progetto

La classe coinvolte attivano percorsi coerentinell’ambito dell’Area Progetto (curricolo scienze-geografia, due spazi settimanali e nelle ore curricolari di educazione ambientale (convivenza civile).

I due laboratori di teatro ambientale sono attivati durante le ore di Area Progetto e gli spazi facoltativi opzionali dei laboratori progettuali.

Risorse umane/Operatori e gruppo di lavoro

  • Interni:
    • prof. sa Riva Luisella,
    • Bramati Pinuccia,
    • Di Stefano Maria Pia,
    • Maggiolini Loredana:
    • Fumagalli Gabriella,
    • Laurenti Mirella
  • Esterni:
    • Marina Teli: esperta di didattica e animazione teatrale
  • Risorse esterne:
    • Ente Locale: Assessorati alla Pubblica Istruzione e all’Ecologia
    • Pro Loco
    • Eventuali sponsor (vivaisti, fioristi, imprese edili …)

Giardini nel mondo
TEATRO AMBIENTALE/ teatro scuola

premessa

Per teatro ambientale intendiamo un’esperienza di laboratorio e di allestimento di uno spettacolo all’interno della quale vengano approfondite con un’attenzione particolare le tematiche legate all’uso dello spazio.

Non si tratta di una categoria accademica presente nella storia del teatro, quanto del risultato di un percorso che si è mosso tra formazione professionale, esperienze didattiche e interesse per l’architettura e i temi dell’educazione ambientale.

Ecco perché teatro ambientale: si tratta di una proposta che vuole coniugare teatralità ed educazione ambientale intesa come la capacità dell’uomo di interagire con l’ambiente circostante in un rapporto che recuperi meraviglia, rispetto, scambio vicendevole.

E dove, per teatralità, intendiamo innanzitutto la capacità dell’uomo di conoscere se stesso, per poi rappresentarsi e dare una forma visibile e condivisibile ai suoi sentimenti, alle sue idee e ai suoi pensieri.

Il laboratorio si compone di tre parti: una prima parte di laboratorio teatrale in cui viene sperimentato con i ragazzi un percorso di allenamento dell’attore; una seconda parte in cui avvengono le scelte in merito al soggetto, al testo o all’idea da mettere in scena; una terza parte in cui avviene il lavoro vero e proprio di messa in scena.

Ciò significa, in sede di laboratorio teatrale,privilegiare quell’area di esercizi che attengono all’osservazione e all’uso dello spazio inteso sia nella sua dimensione personale (il corpo che percepisce lo spazio e lo spazio modificato dal corpo) sia in una dimensione relazionale ed interpersonale (lo spazio degli altri e lo spazio trasformato dalle interazioni).

Senza trascurare di fornire ai ragazzi un approccio il più globale possibile dell’esperienza teatrale che comprenda quindi un’infarinatura su fonetica e dizione, scrittura teatrale e studio del testo, movimento individuale e corale, verrà dato maggior respiro a esercizi che indagano le qualità personali di percezione dello spazio e le qualità dello spazio stesso (il guardare, l’ascoltare, il pieno e il vuoto, le direzioni, l’immobilità, …)

La scrittura drammaturgica prenderà invece l’avvio dalla necessità di far coincidere gli spazi scenici con gli spazi interni o esterni della scuola.

Abitare uno spazio significa leggerne le potenzialità implicite e conformarle ai propri bisogni senza snaturarne le caratteristiche, piuttosto esaltandole.

Ecco dunque la possibilità di scoprire spunti narrativi o emozionali nello spazio dell’abitare quotidiano (scuola, casa, paese, …), trasformandolo, da semplice contenitore neutro, passivo e spesso sconosciuto in teatro vivo, in spazio che allo stesso tempo contiene un narrare ed è narrare lui stesso.

Sarà quindi lo spazio a suggerire gli spunti o le idee che verranno poi elaborate nella scrittura dello spettacolo e nella regia.

Spunti che potranno essere rintracciati in diversi ambiti disciplinari collegati, a diverso titolo, con il tema della spazialità: astronomia, geologia, scienze naturali e botaniche, architettura, ma anche letteratura e poesia dove esse affrontano i temi dell’uomo abitante.

L’allestimento dello spettacolo finale avrà quindi come spazio scenico un luogo non convenzionalmente teatrale, individuabile all’interno o all’esterno dell’edificio scolastico e che esprima al contempo la qualità del narrare e dell’essere narrato.

Anche la fruizione dello spettacolo da parte degli spettatori sarà caratterizzata in qualche modo dall’importanza dell’elemento spaziale o perché itinerante o perché la loro attenzione sarà ripetutamente sollecitata da un uso attivo dello spazio da parte degli attori.

In quest’ottica si inseriscono i due percorsi di teatro: il laboratorio di teatro scientifico e il laboratorio di teatro di figura sui pupazzi.

Entrambi i laboratori si caratterizzano per la continuità con il Progetto "Giardini nel mondo" avviato durante lo scorso anno scolastico.

La consequenzialità sarà garantita sia nel prosieguo dei lavori di piantumazione e di cura del giardino, sia nel riproporre un percorso teatrale che faccia del giardino uno spunto per la creatività e un abitare collettivo dello stesso.

TEATRO e SCIENZA
progetto interdisciplinare di educazione alla teatralità

Obiettivi del progetto

  • Finalità principale del progetto
    • Proporre un percorso di educazione alla teatralità che, prendendo l’avvio dall’approccio alle tecniche di allenamento dell’attore, sfoci nell’allestimento di una messa in scena
  • Finalità culturale
    • presentare il Teatro come possibile strumento mediatico di contenuti scelti ed elaborati collettivamente
  • Finalità educative
    • stimolare il piacere dell’apprendimento privilegiando un approccio globale, ludico e interdisciplinare allo studio e alla ricerca
  • Finalità didattiche principali
    • i contenuti dello spettacolo finale verranno scelti nell’ambito delle discipline scientifiche. Le finalità didattiche verranno stabilite con gli insegnanti in sede di programmazione.

Aree disciplinari

Il progetto si connoterà per una forte valenza interdisciplinare tra le diverse arre didattiche in relazione al tema conduttore che verrà individuato con gli insegnanti in sede di programmazione.

Possibili ambiti tematici:

  • storia
  • lingua e letteratura italiana
  • educazione alla teatralità e narrazione
  • espressione grafico-pittorica, manualità
  • astronomia
  • chimica, geologia
  • botanica
  • scienze informatiche

Destinatari

  • le insegnanti di classe con le quali si progetterà e si condurrà il progetto
  • un gruppo classe
  • lo spettacolo finale sarà aperto alla scuola ed eventualmente presentato nell’ambito di rassegne di teatro ragazzi

Operatori e gruppo di lavoro

  • Prof.sa Pinuccia Bramati
  • Prof. sa Luisella Riva
    referenti interne al progetto, co-presenza alle attività di laboratorio, attività di approfondimento didattico
  • Marina Teli
    esperta di animazione didattica e teatrale, responsabile della progettazione, del coordinamento del progetto, conduzione laboratorio

Fasi del Progetto

Il progetto si articola in due anni scolastici. Il primo anno verrà dedicato ad un’esperienza propedeutica di laboratorio teatrale alla scelta dei contenuti scientifici e alla definizione del percorso drammaturgico che sfocerà nel lavoro del secondo anno, dedicato all’allestimento di uno spettacolo.

Primo anno (fasi attuate nel precedente anno scolastico)

Il lavoro si è svolto dal mese di novembre al mese di maggio:.

  • 5 ore per la definizione del progetto, scelta del tema conduttore,
  • 5 ore per la programmazione e calendarizzazione degli interventi, definizione delle attività condotte dagli insegnanti (approfondimenti in diversi ambiti di lavoro con eventuali strutture museali), ricerche
  • 4 ore per verifiche intermedie e verifica finale
  • 15 incontri di 1 ora di laboratorio teatrale pratico
  • 4 incontri di 2 ore di approfondimento teorico su soggetto a scrittura drammaturgica

Secondo anno (fasi da attuarsi nel corrente anno scolastico)

  • 10 ore di progettazione,
  • 6 ore coordinamento della messa in scena
  • 2 ore verifiche intermedie e verifica finale
  • 16 incontri di un’ora e mezza per l’allestimento dello spettacolo

Materiali di consumo e attrezzerie

Considerando che il progetto si svilupperà in itinere, non è possibile al momento quantificare con esattezza tipologie e costi dei materiali.

Si lavorerà per lo più con materiali facilmente reperibili e di recupero.

SPAVENTAPASSERI in GIARDINO

progetto interdisciplinare di educazione alla teatralità

Obiettivi del progetto

Finalità principale del progetto

  • proporre un percorso di educazione alla teatralità che, prendendo l’avvio dall’approccio alle tecniche proprie del teatro di figura, sfoci nell’allestimento di una messa in scena

Finalità culturale

  • presentare il Teatro come possibile strumento mediatico di contenuti scelti ed elaborati collettivamente

Finalità educative

  • stimolare il piacere dell’apprendimento privilegiando un approccio globale, ludico e interdisciplinare allo studio e alla ricerca

Finalità didattiche principali

  • Lo spettacolo finale avrà come testo una fiaba proveniente dalla tradizione europea. Attraverso l’esperienza teatrale verranno affrontati temi legati alle origini, alla diffusione e alla scrittura della fiaba classica.

Destinatari

  • gli insegnanti di classe con le quali si progetterà e si condurrà il progetto
  • 1 gruppo aperto e verticale
  • lo spettacolo finale sarà aperto alla scuola ed eventualmente presentato nell’ambito di rassegne di teatro ragazzi

Spazi e necessità tecniche

  • uno spazio dotato di tavoli da lavoro e di acqua corrente per la fase di costruzione di pupazzi e scenografie
  • uno spazio ampio e vuoto per la fase di laboratorio del primo anno
  • uno spazio di dimensioni anche ridotte ma possibilmente oscurabile per la fase di laboratorio del secondo anno

Operatori e gruppo di lavoro

  • Prof. sa Mariapia Distefano
    referenti interni al progetto, co-conduzione del laboratorio, attività di approfondimento didattico
  • Marina Teli: esperta di animazione didattica e teatrale responsabile della progettazione, del coordinamento del progetto, conduzione laboratorio

Fasi del progetto e tematiche

Il progetto si svilupperà su due anni scolastici.

Primo anno (fasi attuate nel precedente anno scolastico)

Il lavoro si potrà svolgere a partire dal mese di novembre per concludersi alla fine del mese di maggio. Con gli insegnanti:

  • 5 ore per la definizione del progetto, scelta dei testi,
  • 5 ore per la programmazione e calendarizzazione degli interventi, definizione delle attività condotte dagli insegnanti durante gli incontri di laboratorio condotti autonomamente
  • 3 ore per verifiche intermedie e verifica finale
  • 4 incontri di 1 ora e mezza di lettura di testi e drammatizzazione
  • 1 incontro di 2 ore per la scelta del testo
  • 2 incontri di 2 ore per la stesura del progetto (quadri narrativi, funzioni e caratteristiche dei personaggi, studio degli ambienti)
  • 2 ore reperimento dei materiali di consumo
  • 2 incontri di 2 ore per la progettazione e la costruzione di pupazzi in gommapiuma di diverse dimensioni e con diversi meccanismi di movimento
  • 6 incontri di 1 ora su personaggio a voce, personaggio e movimento individuale, personaggio e movimento di relazione

Secondo anno (fasi da attuarsi nel corrente anno scolastico)

  • 10 ore di progettazione
  • 2 incontri di 1 ora per la ripresa di testo e pupazzi
  • 4 incontri di 1 ora e mezza per la costruzione delle scenografie e movimento nello spazio scenico
  • 2 incontri di 1 ora per la scelta delle musiche
  • 2 incontri di 2 ore per la progettazione delle coreografie corali
  • 2 incontri di 1 ora per la scelta e la progettazione dell’illuminazione
  • 6 incontri di 1 ora e mezza per l’allestimento della messa in scena

Organismo Partecipativo degli studenti

Progetto di partecipazione attiva e responsabile alla vita della scuola

l'organismo partecipativo degli studenti Obiettivi principali:

  • favorire la capacità di espressione, l’emergere di opinioni e progetti in merito alla propria scuola e al proprio territorio;
  • rafforzare il senso di appartenenza verso l’ambiente in cui si studia.

 

 

Casella di testo: dallo Statuto delle Studentesse e degli Studenti:     Art.1 – 3: “La comunità scolastica …   fonda la sua azione educativa sulla qualità delle relazioni insegnante-studente,   contribuisce alla sviluppo della personalità dei giovani, del loro senso di responsabilità e   della loro autonomia individuale …”;      Art.2 - 4: “Lo studente ha diritto alla partecipazione  attiva e responsabile alla vita della scuola.”

Obiettivi operativi:

  • rappresentare gli studenti all’interno dei Consigli di classe e del Consiglio d’Istituto;
  • proporre attività ed iniziative varie;
  • individuare e segnalare problemi e bisogni;
  • favorire le relazioni tra i diversi componenti della scuola (studenti-studenti / studenti-docenti / …);
  • rappresentare gli studenti presso gli Enti Locali.

Metodologia organizzativa:

  • l’organismo dura in carica un anno
  • sono eletti due rappresentanti per classe e due supplenti; solo loro, per motivi di continuità,partecipano alle assemblee;
  • le riunioni si tengono con scadenza per lo più mensile e in orario scolastico, in due spazi a rotazione (esclusi quelli dei laboratori e, per le prime, gli spazi facoltativi-opzionali);
  • sono presenti uno o due docenti, con funzioni di tutor/vigilanza;
  • alle classi è garantito un adeguato spazio preliminare di preparazione e di discussionesuccessiva all’assemblea dei suoi rappresentanti.
  • Risorse umane

Risorse umane

Studenti: - componenti organismo rappresentativo

Docenti: - Angelici Claudio, Di Stefano Maria Pia, Frittoli Fabio, Noto Antonia, SpadaAntonella,
Bramati Giuseppina - Riva Luisella ( responsabili del Progetto Agenda21)

ELENCO COMPONENTI ORGANISMO PARTECIPATIVO DEGLI STUDENTI

classi

 alunni eletti

alunni supplenti

1A Iacopo Aiello - Sara Sammito

Stefano Galuppi - Laura Carmagnola Vietti

1B

 

 

1C

 

 

1D

 

 

2A

 

 

2B

 

 

2C

 

 

2D

 

 

3A

 

 

3B

 

 

3C

 

 

3D

 

 

3E

 

 

documentazione a.s. 2003/2004:
gli studenti esplicitano i compiti dell’organismo partecipativo ed i requisiti del rappresenti


Istituto Comprensivo di Bernareggio – Scuola Media – a.s. 2003/2004

ELEZIONI ORGANISMO PARTECIPATIVO DEGLI STUDENTI A.S. 2003/2004

Premessa

L’assemblea dei rappresentanti degli studenti del precedente anno scolastico, riunitasi il 27 ottobre, ha deliberato in merito ai tempi e alle modalità organizzative delle elezioni dei rappresentanti per il 2003/2004.

Essa ha deciso di ribadire, in questa circolare informativa, che cos’è l’organismo partecipativo degli studenti e quali requisiti è bene che abbia il rappresentante della classe.

L’organismo partecipativo: qual è il suo compito?

L’assemblea dei rappresentanti delle classi di Bernareggio è il portavoce degli studenti. Si esprime in merito al funzionamento in generale della scuola, ne segnala i punti di forza e quelli di debolezza; propone attività ed iniziative che possano migliorarne la qualità. Favorisce le relazioni tra studenti ed insegnanti, può consigliare ed aiutare i ragazzi con problemi o che comunque vorrebbero essere ascoltati. Rappresenta gli studenti nei Consigli di classe e presso gli Enti Locali.

Requisiti di un rappresentante

I vostri rappresentanti saranno eletti con criteri a vostra scelta. Pensiamo comunque che il portavoce della classe debba avere determinati requisiti, fra i quali:

  • essere responsabile
  • un buon ascoltatore
  • deve saper favorire l’accordo all’interno del gruppo
  • essere collaborativo
  • determinato
  • deve saper prendere decisioni
  • essere in grado di esprimersi con chiarezza, argomentando con efficacia.

Questioni organizzative e tempi

Entro il 10 novembre 2003 ogni classe depositerà in Presidenza (apposita cartelletta) una copia del presente foglio, con i nomi dei rappresentanti eletti.

L’assemblea del 27 ottobre ha riconfermato le seguenti modalità di elezione:

  • vengono eletti due rappresentanti per classe (una femmina ed un maschio) e due supplenti (N.B.: i rappresentanti uscenti possono essere rieletti);
  • l’organismo dura in carica un anno scolastico;
  • le riunioni si tengono con scadenza mensile
  • … e in orario scolastico, in due spazi a rotazione mensile;
  • saranno presenti uno o due docenti responsabili a livello organizzativo.

La prima riunione dei nuovi rappresentanti si terrà martedì 25 novembre, dalle11.00 alle 12.45 (4° e 5° spazio). Seguirà foglio di convocazione, con verbale dell’assemblea del 27 ottobre.

Bernareggio, 28/10/2003

i rappresentanti a.s. 2003/04

CLASSE: ……………

MEMBRI ELETTI:

1) ………………………………………… (cognome e nome)

2) ………………………………………… (cognome e nome)

MEMBRI SUPPLENTI:

1) ………………………………………… (cognome e nome)

2) ………………………………………… (cognome e nome)

(scrivere in stampatello)

firma docente responsabile

………………………………

 

documentazione a.s. 2003/2004 che attesta la funzione della classe responsabile

Istituto Comprensivo di Bernareggio – Scuola Media – a.s. 2003/2004

ORGANISMO PARTECIPATIVO STUDENTI

oggetto: convocazione assemblea degli studenti dell’organismo partecipativo eletti nell’a.s. 2002/2003.

Noi, ragazze e ragazzi di 3 E, ci incarichiamo, con l’aiuto di alcune insegnanti, di portare avanti le attività dell’organismo partecipativo di quest’anno scolastico.
Viene convocata pertanto un’assemblea organizzativa dei rappresentanti uscenti delle attuali seconde e terze, con il seguente ordine del giorno:

  1. Questioni discusse nell’ultimo incontro del precedente anno scolastico (verbale 23 maggio 2003);
  2. Analisi dei risultati del monitoraggio degli studenti - maggio 2003;
  3. Coinvolgimento delle classi prime;
  4. Modalità di elezione dei rappresentanti degli studenti - anno scolastico 2003/2004;
  5. Varie.

DATA INCONTRO: lunedì, 27 ottobre 2003

ORARIO: 10.00-11.45 (3° e 4° spazio)

SPAZIO: aula di scienze

Bernareggio, 20 ottobre 2003

la classe 3E

documentazione a.s. 2003/2004 : verbale assemblea 31/5/2004

Istituto Comprensivo di Bernareggio – Scuola Media – a.s. 2003/2004

VERBALE ASSEMBLEA ORGANISMO PARTECIPATIVO STUDENTI

Oggi, lunedì 31-5-2004, nell’aula di Scienze della Scuola Media di Bernareggio, si è tenuta l’assemblea dei rappresentanti di tutte le classi, alla presenza delle prof. Bramati e Mandelli. E’ nominato segretario Pierre Faiazza (3^B) e coordinatore Giacomo Villa (3^E).
Si comincia a discutere dei punti all’ordine del giorno.

1. SCADENZA RIUNIONI
Nella scorsa assemblea si era chiesto di svolgere un’indagine nella propria classe per conoscerne il parere rispetto alla periodicità delle riunioni (questione sollevata da alcuni insegnanti durante il Collegio docenti). Ritengono opportuno ritrovarsi ogni due mesi le classi 1A, 2A e 1C; ogni 5-6 settimane la classe 2E; tutte le altre sono del parere di mantenere l’attuale scansione, cioè circa una volta al mese, come da regolamento.

2. BILANCIO FINALE ORGANISMO PARTECIPATIVO
Intervengono alcuni rappresentanti.
3^D: le discussioni sono state proficue, ma i problemi affrontati non sempre erano rilevanti.
1^A: i due rappresentanti ritengono che i tutor presenti alle varie assemblee, debbano essere cambiati di volta in volta; essi ritengono infatti di essere stati condizionati da quelli presenti. Le insegnanti, chiamate in causa, chiedono in quali occasioni, secondo loro, esse avrebbero influenzato l’assemblea. Ad esempio, viene risposto, riguardo la lettera che essi rappresentanti di 1A avrebbero voluto scrivere a proposito della mensa. Interpellati tutti gli altri studenti sulla questione, questi rispondono di non ritenere di essere stati influenzati dalle docenti, né in questa occasione, né a proposito di tutte le altre votazioni. Si sentono, invece, condizionati i due rappresentanti di 1A e una rappresentante di 2A.
Le insegnanti tutor, consapevoli che, comunque, la presenza (obbligatoria) di docenti influenza l’andamento dell’assemblea, credono di aver agito correttamente, nell’interesse degli studenti, cercando ogni volta di valorizzare gli interventi degli stessi in senso costruttivo.
In conclusione di assemblea, gli studenti si esprimono positivamente sull’esperienza dell’organismo partecipativo, auspicando che si possa il prossimo anno migliorare ed incidere efficacemente attraverso di esso sulla qualità della scuola.

DATA DEL SUCCESSIVO INCONTRO: da stabilire, alla ripresa della scuola a settembre. Si incontreranno i rappresentanti uscenti delle attuali prime e seconde.

Bernareggio, 31 maggio 2004

il coordinatore il segretario
Villa Giacomo Faiazza Pierre



I rappresentanti di terza salutano calorosamente l’organismo
chiedendo di ricordarsi
di loro come
“quelli che hanno cambiato la scuola”

Istituto Comprensivo di Bernareggio – Scuola Media – a.s. 2004/2005

VERBALE ASSEMBLEA ORGANISMO PARTECIPATIVO STUDENTI

Oggi, (data), nell’ ……… (spazio) della Scuola Media di Bernareggio, si è tenuta l’assemblea dei rappresentanti di tutte le classi, alla presenza dei prof.(nomi). E’ nominato segretario/a (nome e classe) e coordinatore/trice (nome e classe).
Si è discusso dei seguenti punti dell’ordine del giorno:

………………

PROSSIMO ORDINE DEL GIORNO:

………………

DATA DEL SUCCESSIVO INCONTRO: (data e orario), Bernareggio, (data)

Il coordinatore il segretario
(nome) (nome)

 


Sentieri verdi a Bernareggio

percorsi di riscoperta e riappropriazione del territorio

Sono percorsi di educazione allo sviluppo sostenibile attivati da alunni delle classi prime e seconde( convivenza: educazione ambientale negli spazi curricolari e negli spazi opzionali-facoltativi dei laboratori ambientali) che scelgono come contestoil sistema dei sentieri di Bernareggio al fine di promuovere una maggior conoscenza del territorio da parte della scuola e un coinvolgimento diretto dei ragazzi nella progettazione di itinerari sostenibili di fruizione delle aree rurali del comune di Bernareggio.

Più specificamente, i percorsi di avvicinamento al “verde” sono così articolati :

  • scelta di un sentiero o di un’area verde,
  • analisi di esperienze sensoriali e percettive legate al territorio in esame
  • esplorazione dell’ambiente dal punto di vista floristico-vegetazionale,
  • studio dello stesso attraverso la chiave relazionale uomo–ambiente (effetti delle attività antropiche),
  • rilevazione dello stato di fatto (emergenze ambientali).

Relativamente a quest’ultimo punto, le attività rafforzano l’incontro tra scuola ed extrascuola con un coinvolgimento diretto della Pro Loco e dell’Assessorato all’Ecologia.

Puliamo il Mondo - Vivi Bernareggio Puliamo il mondo - Vivi Bernareggio
giornata ecologica di volontariato ambientale

Un momento che unifica i percorsi di Educazione Ambientale delle classi è l’adesione della scuola all’iniziativa promossa da Legambiente "Puliamo il Mondo" inserita nella manifestazione locale "Vivi Bernareggio.  

Nella giornata di sabato 27 settembre tutti i ragazzi della scuola suddivisi in quattro gruppi: le api, le cavallette, le farfalle, le libellule, guidati da un responsabile Pro Loco lungo le vie del paese, partecipano all’iniziativa di volontariato ambientale con un gesto concreto di cura e pulizia delle vie e delle piazze, dei sentieri e degli spazi verdi del paese.

Documentazione Puliamo il mondo /2004 : articolo per il giornale DIALOGANDO

RI – PULIAMO IL MONDO
VIVI BERNAREGGIO

Un mondo che vogliamo ripulire, non solo dai rifiuti,
ma anche dagli orrori del terrorismo e della guerra.

Cartelli della manifestazione Puliamo il mondo Anche noi ragazzi e insegnanti della scuola media, come da qualche anno a questa parte, all’appello di Legambiente , del Comune e della Pro Loco di Bernareggio siamo “scesi in strada” con guanti e ramazza per ripulire le vie, i parchi, i sentieri del paese e il giardino della nostra scuola. Anche noi abbiamo acceso una candela, una luce di speranza. “In questo momento storico –recita il sito di Legambiente- non possiamo non riflettere sulla quantità di “sporcizia”, non solo materiale, che inquina il pianeta in cui viviamo: dal terrorismo alla corruzione, dalla povertà di molti all’avidità di pochi, dalle guerre alle malattie”.
Nella giornata di sabato 25 settembre tutti noi ragazzi delle medie, suddivisi in sei gruppi, l’acero, la quercia, la betulla, il frassino, il pioppo (piante del giardino della scuola), guidati da un responsabile Pro Loco, abbiamo partecipato così all’iniziativa di volontariato ambientale con un gesto concreto di cura e pulizia, e con un gesto simbolico, per un mondo migliore.

I ragazzi della scuola alla manifestazione Si è rinnovata inoltre l’occasione per riaffermare il positivo rapporto di collaborazione tra i cittadini e le istituzioni locali, insieme per “testimoniare il rispetto del territorio”.

Foto, pensieri, parole, emozioni testimoniano il senso di questa giornata.

“vogliamo un mondo pulito in tutto”

 

I ragazzi della scuola alla manifestazione I ragazzi della scuola alla manifestazione
Tutti insieme, al lavoro… verso il bosco Metalvit”
I ragazzi della scuola alla manifestazione

un momento di relax….
I sacchetti sono quasi vuoti, il bosco è pulito e bello”

I ragazzi della scuola alla manifestazione
I ragazzi della scuola alla manifestazione I ragazzi della scuola alla manifestazione

…l’abbiamo ripulito dalle erbacce

Riferimenti bibliografici 

  • a cura di Vittorio Cogliati Dezza – Legambiente,Un Mondo tutto attaccato – guida all’educazione ambientale, Angeli Editore –1993
  • a cura di Camilla Bargellini, Fausta Setti,Educazione allo Sviluppo Sostenibile, la risorsa ACQUA, manuale corso di formazione per docenti della scuola del’obbligo 1997-98
  • E. Morin, La testa ben fatta, Raffaello Cortina editore- 2000
  • Bachiorri A., Moroni a, Trasversalità ed interdisciplinarietà nell’educazione ambientale, Annali della Pubblica Istruzione, luglio-agosto 1993
  • Claudio Longo, Didattica della biologia, La Nuova Italia, 1998

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